The Old Guard: la solitudine degli immortali

“The Old Guard” è la trasposizione cinematografica dell’omonimo fumetto scritto da Greg Rucka e disegnato da Leandro Fernandez, pubblicato da Image Comics nel 2017 e prossimo all’uscita in Italia grazie a Panini.

La storia è incentrata su un team composto da un manipolo di individui che possiedono la capacità di guarire a qualsiasi tipo di ferita o malattia, un fattore rigenerante tanto potente che farebbe invidia anche ad uno come Wolverine. Un potere che gli ha permesso di attraversare secoli rendendosi protagonisti di eventi che hanno segnato la storia dell’umanità.  Un dono che, tuttavia, li rende “quasi” immortali. Il “quasi” deriva dal fatto che , in realtà,  anche loro sono soggetti alle regole del fato e , quindi, destinati alla morte. Questa però, non essendo soggetta a regole biologiche, avverrà in un tempo non precisato e prevedibile della loro esistenza. Chiaramente individui di questo tipo non passano inosservati, tanto meno ad un uomo senza scrupoli e CEO di una potente casa farmaceutica che vede nel loro DNA la possibilità di sviluppare un farmaco che dona vita eterna al genere umano.


Il film è un action movie puro che si regge sulla presenza scenica e le abilità atletiche della divina Charlize Theron la quale trasforma in oro il compitino svolto dalla regista Gina Prince-Bythewood. La Theron interpreta Andy, la leader del team, e non abbiamo aggettivi sufficienti per descrivervi quanto ci piaccia. Il nostro Luca Marinelli, oramai punta di diamante del cinema italiano, interpreta Niky, soldato italiano , omosessuale e follemente innamorato di Joe, altro membro del team conosciuto durante le crociate. Il personaggio di Marinelli è la perfetta metafora dell’amore eterno e risulta essere quello maggiormente riuscito.

Il film però non ci ha convinto del tutto.

La componente action, tutto sommato ben costruita e godibile, ruba spazio a quella introspettiva nei personaggi. Componente questa essenziale per comprendere le scelte difficili che alcuni di essi compiono e per gustarsi al meglio il climax finale. L’introspezione è delegata al solo personaggio di Booker, uno dei membri del team di super uomini, interpretato in maniera poco convincente da Matthias Schoenaerts (Suite Francese , The Danish Girl). I risvolti etici e le crisi esistenziali che si annidano dietro al concetto di immortalità sono l’elemento portante nel fumetto. Ci mostrano infatti che il rovescio della medaglia di una vita eterna è l’assistere inermi alla perdita delle persone più care e, peggio, alla perdita del ricordo di esse. Il fatto che questo aspetto venga solo sfiorato nel film ci stupisce dal momento che la sceneggiatura è scritta dallo stesso Greg Rucka, autore del fumetto.

Il risultato finale è un buon action movie che regala due piacevoli ore di intrattenimento ma privo di quella solidità che avrebbe donato un senso compiuto alla pellicola. L’attenuante è che il film è stato pensato come il primo di una trilogia e quindi ci concediamo la speranza che determinati aspetti vengano approfonditi nei successivi capitoli.  

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