Gotham

100 episodi, 5 stagioni, 4 mila e 400 ore di puro godimento nerdiano e non. Questo è Gotham; puro sollazzo per i fini palati batmaniani, ma anche una sorprendente e avvincente crime story per i non fan occasionali. E’ evidente sin da subito che i bat-nerd avranno vita difficile nel ricercare nella serie le varie origini dei personaggi del batman universe così come sono stati abituati a conoscerli perché la serie spesso inganna o spariglia le carte come un buon croupier monegasco sa fare. Il vaso di Pandora è chiaramente l’omicidio dei genitori del piccolo Bruce Wayne, ma sarà ben presto Gotham, sporca e cattiva come non mai, a prendere la scena e a rendersi la protagonista principale con sapienti e obbligati rimandi ai batman cinematografici di Burton e Nolan e fumettistico di Miller.

Al centro il giovane Bruce Wayne (David Mazouz)

In realtà la serie Gotham è un minestrone ben calibrato di tutto ciò che appartiene alla mitologia batmaniana partendo sì dal fumetto, non solo Dc peraltro, ma pescando a piene mani e con grande abilità nel cinema e persino nella serie animata del cavaliere oscuro di Bruce Timm. Spicca su tutti la figura tormentata in chiave sorprendentemente spidermaniana e a tinte Shakespeariane del commissario Gordon, vero collante di tutte le vicende della serie, il quale si accompagna agli intrighi e alle dinamiche di coppia dei vari comprimari altrettanto interessanti e ambigue. Lo stesso Gordon prima con la sua fidanzata ufficiale Barbara Kean e poi a fasi alterne con la sua futura moglie, medico legale, Lee Tohmpkins. Stesso discorso per Pinguino, non esplicitamente gay salvo che per una scena ed il suo rapporto tossico ed incontrollabile come la maionese impazzita con uno spassossimo Enigmista, divorato continuamente da un ossessivo disturbo dissociativo dell’identità. Idem per il rapporto padre/figlio tra uno straordinario maggiordomo, ex servizi segreti inglesi, Alfred ed il signorino nerd Bruce. Oppure lo stesso rapporto tira e molla da pseudo innamorati tra un Bruce super impacciato stile Parker e la dura ma al tempo stesso dolce ladruncola di strada Selina, la futura gatta nera. Inedito e del tutto innominato per tutta la serie è anche il mito del Joker. Non uno ma ben due e per giunta gemelli: banalità del male allo stato puro, non aggiungo altro.

Oswald Cobblepot (Robin Lord Taylor)

C’e’ spazio anche per la corte dei gufi e Ra’s al Ghul che rappresentano il culmine del pathos della prima e seconda stagione. La terza stagione, invece, raccoglie i cocci delle prime due, ma introduce un cattivissimo Cappellaio Matto che spargerà i suoi frutti avvelenati con conseguenze irreparabili. La quarta stagione è quella dei ritorni e dei capovolgimenti di fronte con un finale che ricorda molto da vicino la scena di chiusura di Fight Club.

Barbara Kean (Erin Richards)

L’ultima stagione, invece, omaggia esplicitamente l’atmosfera di No man’s land di fumettiana memoria in attesa dell’ultima puntata rivelatrice dal titolo appunto “L’inizio”, che rimette a posto tutto quello che gli sceneggiatori si erano divertiti a scombinare, come bambini cattivi dell’asilo, e sancendo di fatto la nascita di batman con la sua prima vera apparizione sullo schermo. Menzione speciale per Hugo Strange. Perfidamente reso con i suoi alambicchi ed esperimenti scientifici, con una strizzatina d’occhio a Stranger Things non a caso, intento su commissione spesso e non solo per propria insana passione nel resuscitare i morti in devastanti scherzi della natura anche se, soprattutto nelle ultime due stagioni, utilizzato spesso un po’ a sproposito come espediente narrativo per il ritorno dei villains morti e sepolti. Infine, non mancano all’appello Scarface che dura il tiro di uno sparo, una originalissima e cattivissima Poison Ivy, un sorprendente Solomon Grundy, un impensabile Bane e least but not last l’originale personaggio di Fish Mooney interpretata da una splendida Jada Pinkett Smith cattiva ragazza, spietata boss di quartiere e madre putativa di Pinguino. L’unica delusione e’ rappresentata dalla figura di Harvey Dent che vediamo solo nel ruolo di rampante e subdolo giovane giudice distrettuale e non nella sua trasformazione definitiva nel villain Due Facce.

Il proto-Joker Jerome Valeska (Cameron Monaghan)

Insomma, preparate plaid, tè caldo e un bel po’ di tempo libero. Ma, soprattutto, assicuratevi che nessuno vi disturbi perché si tratta di un vero e proprio inestricabile puzzle di cui non potete perdervi neanche una tessera, un flusso di emozioni e sorprese narrative che vi costringeranno a premere continuamente sul telecomando il tasto “prossimo episodio”.

Come direbbe il buon Woody Allen, Gotham è tutto quello che avreste voluto sapere sul mondo di Batman, ma non avete mai osato chiedere.

‘Nuff said

Alessandro “Brusamolin

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