I 40 anni di Martin Mystère

Il detective dell’impossibile festeggia “I suoi primi 40 anni” con un albo celebrativo.

Ebbene sì, sono passati 40 anni da quando nella primavera 1982 arrivò in edicola “Gli uomini in nero”, primo albo della serie di genere fantastico (mai parola omnicomprensiva fu più utile che in questo caso) Martin Mystère. Per celebrare l’avvenimento, il numero 386 dell’aprile 2022 consta di ben 160 pagine e due storie. La prima è inedita, ma si ricongiunge con un evento risalente appunto al 1982, quando a Istanbul, Martin Mystère risolse un caso definito dai media “Il Fantasma del Topkapi”, che rese il Detective dell’Impossibile famoso in Turchia. Lo stesso BVZM (il buon vecchio Zio Marty) aveva archiviato il caso, ma dopo 40 anni (Castelli ci racconta anche dei vari significati cabalistici di questa cifra) Martin ritorna in riva al Bosforo, svelando definitivamente il mistero del fantasma.

Martin Mystère 386 - I suoi primi 40 anni
Martin Mystère 386 – I suoi primi 40 anni

Oltre questo inedito, l’albo contiene la versione primigenia di  “Operazione Arca” albo numero 3 della serie regolare. Essa riproduce fedelmente la prima stesura, quando il Nostro si chiamava ancora Doc Robinson e viveva a Londra. Ancora una volta Castelli ci ricorda le vicende che determinarono il cambio di nome e di location (Martin vive a New York). Persino le fattezze del personaggio non erano ancora del tutto definite e il BVZM si dilettava a fumare una pipa (in quel 1982 in Italia era molto di moda, grazie a Bearzot e Pertini).

Martin Mystère 3 - Operazione Arca
Martin Mystère 3 – Operazione Arca

“I suoi primi 40 anni” è un bel numero celebrativo che dovrebbe essere acquistato da tutti i fan del mystero. Alessandrini realizza una pirotecnica copertina e Castelli, come sempre, oltre a cimentarsi efficacemente nella narrazione, fa altrettanto bene come divulgatore. Sia raccontandoci la Turchia del passato e del presente (con Erdogan di cose ne sono cambiate…), sia contestualizzando la presenza di Mystère nel corso della storia del fumetto italiano. L’occasione è infatti ottima per analizzare a distanza di ben 4 decenni qual è stato l’impatto di questa storica pubblicazione.

Martin, Java e Diana
Martin, Java e Diana

1982: La realtà, mista al fantastico, entra in casa Bonelli.

Il Detective dell’Impossibile nacque nella primavera 1982 dalla fantasia di uno dei più grandi sceneggiatori, nonché storici, del fumetto italiano: Alfredo Castelli. Castelli è un uomo con una conoscenza enciclopedica, che nel corso degli anni si è rafforzata anche grazie al certosino lavoro di ricerca necessario per scrivere le storie di Mystère. Le sue avventure mixano azione e divulgazione, stimolando il lettore ad approfondire ulteriormente le tematiche affrontate. A corredo degli albi sono infatti fornite anche nozioni di carattere storico e antropologico, che il BVZM ha sempre snocciolato con quasi pedante precisione. Oggi, grazie allo strumento del web, è facile reperire certe informazioni, ma una volta non era così semplice. Per questo il lavoro di ricerca svolto dagli autori è assolutamente da apprezzare. A dare un taglio grafico caratterizzante ci ha pensato sin dal primo albo il disegnatore Giancarlo Alessandrini, che ha illustrato tutte le copertine e moltissime storie chiave.

Alfredo Castelli
Alfredo Castelli

E’ importante sottolineare che il 1982 fu un anno cruciale per il mondo del mistero. Proprio quell’anno pubblicò il suo ultimo libro, quello che è ancora oggi il più famoso e controverso autore di tale materia: Peter Kolosimo. Dietro questo pseudonimo degno di un personaggio dei fumetti, si nascondeva il giornalista modenese Pier Domenico Colosimo, che scelse di inglesizzare il suo nome e modificare la prima lettera del cognome da “C” a “K”. Kolosimo durante gli anni ‘70 fu autore di fortunatissimi libri su tutto ciò che è mistero. Essi erano dei veri e propri cocktail di enigmi che fondevano parapsicologia, esobiologia e fanta archeologia.

Peter Kolosimo
Peter Kolosimo

La sua opera più nota fu “Non è terrestre”, che nel 1969 vinse il premio Bancarella. Come si può intuire dal titolo, il libro raccontava della teoria secondo la quale molte grandi opere del passato, come la Sfinge o i Moai dell’isola di Pasqua, siano state costruite da civiltà extraterrestri che in tempi remoti hanno visitato il nostro pianeta. L’abilità di Kolosimo era quella di vendere queste storie come assolutamente plausibili, forzando la realtà dei fatti. Alcune erano alquanto curiose, come quella secondo la quale persino elettroni e protoni fossero abitati da minuscoli esseri.

Non è Terrestre: Best seller di Peter Kolosimo
Non è Terrestre

Sempre nel 1982 Kolosimo collaborò attivamente in quella che è stata la più grande opera italiana sul mondo del mistero: l’enciclopedia Dimensione X, vero e proprio oggetto di culto dei primi anni ‘80. L’enciclopedia era costituita da 10 volumi, che con una veste grafica accattivante esplorarono i più grandi enigmi. Rispetto alle opere di Kolosimo l’accuratezza scientifica era migliore e quindi più si avvicinavano allo stile del fumetto Mystère. 

Dimensione X, enciclopedia del mistero
Dimensione X, enciclopedia del mistero

Oltre l’aspetto riguardante il tipo di tematiche affrontate dalla serie Martin Mystère, c’è quello sul modo con la quale essa si inseriva nel contesto fumettistico italiano dell’epoca e in particolare il bonelliano. Come racconta lo stesso Castelli nell’albo celebrativo dei 40 anni, Martin Mystère fu la prima testata bonelliana a rompere il cliché delle serie “di frontiera”. Fino alla primavera 1982 l’unica eccezione era stata quella di Mister No, che però comunque aveva uno stile da western moderno. Le avventure del mitico pilota americano avvenivano inoltre nella Manaus degli anni ‘50, quindi non erano contemporanee rispetto al lettore.

Fu nelle tavole disegnate per Martin Mystère che per la prima volta in casa Bonelli veniva rappresentato il mondo come era fuori dalla redazione. Certo, si trattava comunque di narrazioni fantastiche, ma comparivano tematiche molto attuali. Ad esempio nei primi albi spesso ricorreva la tematica della Guerra Fredda, con alcune storie che evocano scenari da spy story.

Il "Ritratto di famiglia" che celebrò il decennale
Il “Ritratto di famiglia” che celebrò il decennale

Come sappiamo, da quel momento in poi la Bonelli lanciò altri personaggi che rappresentavano il presente e generi fino a quel momento inediti per la casa editrice di via Buonarroti. Martin Mystère fu però un precursore anche per altri aspetti. Fu infatti il primo personaggio che ebbe uno speciale e un almanacco e anche, insieme a Dylan Dog, il primo ad avere un meet-up. Ad oggi è la terza serie più longeva della Bonelli, considerando anche quelle andate in pensione (Mister No ad esempio).

Capita ciclicamente che qualcuno ne annuncia il de profundis, che sistematicamente viene smentito in maniera secca da Castelli in persona. Qualora dovesse mai accadere, credo che sarà lo stesso Castelli, sotto le tradizionali mentite spoglie del Detective dell’Impossibile, ad annunciarlo. Martin Mystère adora tutti i misteri, tranne quello sulla sua stessa esistenza. 

Uno dei meet-up tra Martin Mystère e Dylan Dog
Uno dei meet-up tra Martin Mystère e Dylan Dog
  • Martin Mystère 386 – “I suoi primi 40 anni”
  • Data di uscita: Aprile 2022
  • Sceneggiatura: Alfredo Castelli
  • Disegni: Giancarlo Alessandrini, Rodolfo Torti, Alfredo Orlandi, Angelo Maria Ricci
  • Copertina: Giancarlo Alessandrini

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